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Area marina


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Il centro turistico ArchiMete Sardegna si trova nel cuore dell’Area Marina Protetta di Capo Caccia-Isola Piana, riserva protetta istituita nel 2002 con l’obiettivo di tutelare un patrimonio naturale e faunistico unico al mondo. È qui, infatti, che si trova la maggior concentrazione di grotte sommerse del Mediterraneo, fino a pochi decenni fa rifugio privilegiato per la foca monaca. Anfratti spettacolari e scenografici, ricchi di flora e fauna sottomarina e agevolmente visitabili da gruppi di subacquei (necessario sempre l’accompagnamento da parte di una guida sub del luogo). L’area marina comprende anche il fiordo di Porto Conte e si estende da Punta delle Gessiere a nord-ovest fino alla costa sud-est che da Punta Giglio termina con il capo: la zona è caratterizzata da imponenti promontori calcarei a picco sul mare, rifugio ideale per uccelli come il gabbiano corso, il cormorano e il raro grifone, volatile che può raggiungere un’apertura alare di quasi 3 metri. L’area marina è suddivisa in tre zone: la A è riserva integrale dove sono vietate tutte le attività; mentre nella B e nella C sono consentiti transito, immersioni subacquee, snorkeling e, con i dovuti permessi, l’attività di pesca.

L’istituzione dell’area marina protetta ha significato davvero una svolta per la ripopolazione di tutto l’ambiente marino sommerso della zona.

Fauna: L’area marina protetta di Capo Caccia-Isola Piana custodisce un patrimonio faunistico unico al mondo. Perché le caratteristiche geomorfologiche del territorio, in particolare le falesie e le rocce calcaree, hanno favorito la colonizzazione di specie come spugne, molluschi litofagi, gorgonie del genere Eunicella e Paramuricea clavata, la scenografica gorgonia rossa e viola che in questa parte della Sardegna trova un habitat ideale. Come ha trovato le condizioni migliori per attecchire e crescere il famoso corallo rosso (Corallium rubrum), facilmente visibile in numerose grotte anche a profondità non eccessive (già intorno ai 5 metri si trovano interessanti colonie). Una risorsa preziosa a livello naturalistico, visto che il corallo è un validissimo indicatore ambientale, ma anche per l’economia del luogo che, proprio sulla lavorazione di questo organismo ha creato un distretto artigiano unico al mondo. Un elemento così importante e storico per Alghero che figura perfino nello stemma comunale.
Le acque e le grotte dell’area marina protetta sono poi habitat ideale per le aragoste mediterranee (Palinurus elephas) che qui sono compagne di ogni immersione, per il gamberetto rosso (Parapandalus narval) e per astici (Homarus gammarus), magnose (Scyllarides latus) e granseole (Maja squinado). Nella prateria di posidonia (Posidonia oceanica) è facile scorgere i simpatici cavallucci marini (Hippocampus) e le pinne nobilis, oltre a seppie e pesci di fondale come ghiozzi, mennole, bavose, zerri, tordi e triglie. L’ambiente nectonico offre invece incontri ravvicinati con grandi pelagici come saraghi, branzini, dentici, cernie, pesci luna, gronghi e barracuda che è facile avvistare in branco quando si risale da un’immersione. L’ambiente protetto di Porto Conte e la costa scoscesa di Capo Caccia sono poi richiamo irresistibile per grandi cetacei come delfini e grampi, facilmente avvistabili nelle prime ore del mattino.
Le falesie e le scogliere a picco sul mare sono invece rifugio privilegiato per numerosi uccelli marini come il gabbiano corso (Ichthyaetus audouinii), il marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis), la berta maggiore (Calonectris diomedea), la berta minore (Puffinus puffinus) e l’uccello delle tempeste (Hydrobates pelagicus).

Flora: L’area tutelata dal Parco Naturale Regionale di Porto Conte presenta una ricca e florida vegetazione a macchia mediterranea alternata da foreste di lecci (Quercus ilex) spesso a picco sul mare. Sott’acqua vegetano numerose specie di alghe brune e verdi, mentre i fondali sabbiosi sono dominati da praterie di posidonia (Posidonia oceanica). I tratti di costa più vicini alla riva, invece, vedono il proliferare di alghe dei generi Caulerpa e Cymodocea.

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