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Scene da apocalisse. Ma niente paura, è tutto pianificato e super controllato. Proseguono senza sosta i lavori di consolidamento e messa in sicurezza della falesia di Capo Caccia, nell’Area Marina Protetta di Capo Caccia-Isola Piana. Un luogo unico al mondo tutelato dall’Unesco e che, a ragion veduta, rappresenta un patrimonio ambientale, storico, naturalistico e culturale di inestimabile valore.
Dopo quasi tre mesi di rilievi e lavori preliminari, nella mattinata di venerdì 13 marzo la squadra di rocciatori di Fluminimaggiore che opera per la Eurorock Srl, società tridentina appaltatrice del cantiere, ha messo in atto una spettacolare operazione per distaccare parti rocciose e massi pericolanti che mettevano a rischio la stabilità dei 65mila metri quadrati del versante sud-ovest del Capo. Un disgaggio di 400 metri cubi di roccia lasciati cadere da 180 metri di quota. Il tutto sotto l’attenta supervisione del direttore dei lavori Gianni Cruciani, degli uomini dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Alghero coordinati dal Tenente di Vascello Mirko Orrù, e con l’appoggio dei mezzi dell’Overing Diving Center che ha base a Tramariglio e ha l’appalto per l’assistenza tecnica in mare durante il periodo del cantiere.

Falesie Capo Caccia ok
I lavori di consolidamento, come ha spiegato Gianni Cruciani, proseguiranno con la chiodatura della falesia e la posa delle reti anti-masso, in modo da mettere perfettamente in sicurezza tutta l’area prima dell’inizio della stagione turistica. Non bisogna dimenticare, infatti, che la zona di Capo Caccia, e in particolare la falesia oggetto dell’intervento, è famosa in tutto il mondo per la presenza di alcune fra le più imponenti e spettacolari grotte aeree, semisommerse e sommerse del Mediterraneo: dalla Grotta di Nettuno, alla Grotta Verde fino a veri e propri paradisi per gli appassionati di diving e immersioni come la Grotta di Nereo, il Tunnel del Cabirol o i Porticati.
L’intervento di consolidamento prevede anche la riqualificazione della Scala del Cabirol, scenografico sentiero di 656 gradini che corre lungo la falesia e rappresenta l’accesso terrestre alla Grotta di Nettuno.

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